“La felicità araba”: riflessioni sul libro di Shady Hamadi

“La felicità araba”: riflessioni sul libro di Shady Hamadi

La quarantena: un’occasione per leggere

Avevo questo libro sullo scaffale da quasi quattro anni, da quando l’avevo comprato, entusiasta, al Salone del Libro di Torino nel 2016 dopo una conferenza dell’autore, Shady Hamadi. Quando arriva la quarantena, che viene in soccorso ai lettori immobilizzati dal poco tempo della vita di tutti i giorni, riprendo in mano questo libretto e inizio la lettura.

Alla ricerca delle proprie origini

Shady Hamadi è uno scrittore e attivista di Amnesty International. Nasce a Milano nel 1988 da mamma italiana e papà siriano. A 18 anni rimane orfano di madre e si trova pieno di domande sul proprio passato, sulla Siria. 

“Ero alla ricerca di qualcosa. […] Avevo bisogno di rinascere, ancora”.

 Spinto dalla volontà di indagare sulla propria identità delle origini, nel 2009 torna in Siria. Con le pagine di Felicità araba l’autore interseca relazioni, conoscenza e pensieri in una storia famigliare e nazionale, necessaria secondo Shady per costruire il profilo della propria identità: 

“Io non sono nato solo da mio padre e da mia madre; come un’intera generazione, sono nato dal sangue e dalla sofferenza di tanti padri e madri; dai loro silenzi e pianti.”

Dov’ero?

Subito comprendo con chiarezza il significato profondo di queste pagine: spazzare via articoli e parole sommarie sulla Siria messe lì a spezzare ogni tanto un silenzio di assenza e consenso. Perché, purtroppo,

“i fatti scompaiono lasciando spazio all’opinione”. Dov’eravamo durante i massacri di Houla? Quando i giovani ballavano e cantavano nelle piazze siriane in nome della libertà? E soprattutto, come si è arrivati a tutto questo?

Fare ordine nella storia siriana

Questa lettura è importante per mettere in fila la storia della Siria dall’inizio, dalla grande Siria spezzata dalle linee dei trattati Sykes-Picot al sogno del panarabismo, dai golpe al regime di Assad padre e figlio, dalla consapevolezza allo sbocciare di una coraggiosa rivoluzione pacifista, dalla repressione violenta del regime alla “primavera siriana”. 

I volti e le parole di chi c’era

La vera ricchezza poi sta nel vedersi presentare, riga dopo riga, persone che questa realtà l’hanno vissuta: una rivoluzione nata tra canti e balli repressa, militarizzata e sfociata in guerra dopo aver subito 15.000 persone tra cui tante famiglie, donne, bambini, i giovani e i loro sogni. Il lettore legge i nomi e subito si affeziona, sembra di conoscerli di persona: Emad, Razan, Rami, Padre Paolo dall’Oglio, Bassel, Hamsa…

Felicità e infelicità araba

Cos’è quindi la felicità araba? L’autore, con questa espressione, risponde a Samir Kassir e alla sua Infelicità araba, in cui indaga il senso di impotenza che regna sulla crisi del mondo arabo: “Impotenza a essere ciò che si ritiene di dover essere. Impotenza ad agire per affermare la propria volontà di esistere, se non altro come possibilità, di fronte all’altro che ti nega, ti disprezza e, adesso, nuovamente ti domina.” Questa crisi, spiega Hamadi, ha visto il suo apice dopo il 2001, quando arabo è diventato sinonimo di integralista e assassino. La società araba risponde affondando quindi nel vittimismo, entrando in un circolo vizioso senza via d’uscita. 

Shady Hamadi, però, vede nei siriani e nella Siria uno spiraglio di speranza:

“La Siria […] è la base dalla quale partire per costruire un modello di cittadinanza universale ed eliminare la crisi dello Stato nel mondo arabo” poiché “se gli stessi siriani di oggi ricorderanno quel passato glorioso e fraterno che ha trasformato la Siria in faro nel mondo arabo per convivenza pacifica, allora potremo evitare il frantumarsi del senso di cittadinanza e di nazionalità che il governo sta cercando di promuovere”.

La Siria, dunque, si scontra con gli ismi del tempo, che da dentro e fuori spengono ogni possibilità di rivalsa: il separatismo all’interno della Siria stessa e l’orientalismo occidentale (più volte citato dall’autore nelle parole di Edward Said). 

E poi?

Alla fine della lettura, si sente necessario un approfondimento. L’autore in questo disegna una via, lasciando riferimenti a pagine Facebook, canali YouTube, blog: testimonianze da leggere per entrare in questa realtà e iniziare un cambiamento prima di tutto personale. Il libro si chiude con l’audizione di Shady Hamadi al parlamento italiano nel 2014, davanti a cui riporta fatti e nomi, e conclude con un appello rivolto anche al lettore: “Dobbiamo muoverci tutti uniti sotto il segno della libertà. […] Interessiamoci tutti.”

Buona lettura! 

Scheda del libro

  • Titolo: La felicità araba. Storia della mia famiglia e della rivoluzione siriana
  • Autore: Shady Hamadi
  • Ed. italiana: Add, 2013
  • Genere: Narrativa

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