Nizār Qabbānī

Nizār Qabbānī

Nizār Qabbānī

Damasco, 1923 – Londra, 1998

نزار قباني

Nato in una famiglia della benestante borghesia damascena, Nizār Qabbānī non completerà mai gli studi di giurisprudenza voluti dal padre, per svolgere a tempo pieno la sua attività letteraria e diplomatica. Profondamente turbato dal suicidio della sorella maggiore Wisāl, che si è tolta la vita nel 1936 perché le era stato impedito di sposare l’uomo che amava, Qabbānī dedica buona parte della sua produzione a temi quali l’amore e l’emancipazione, anche sessuale, delle donne, considerati tabù all’interno della rigida società mediorientale dell’epoca. ll provocatorio dįwān, pubblicato nel 1944 con il titolo Una brunetta mi ha detto قلت لي سمراء sembra rompere ogni schema precedente e dare vita a una nuova stagione della poesia araba. Con la loro estrema sensualità, i versi di Nizār Qabbānī sono entrati talmente a far parte della tradizione culturale da essere trasformati in brani musicali, cantati in tutto il mondo arabo. Fondatore, a Beirut, della casa editrice Manšurat Nizār Qabbānī, l’autore lascia i Libano dopo la morte dell’amata moglie Balqīs, uccisa durante la guerra civile.

Tra le opere più famose di Nizār Qabbānī  tradotte in italiano ricordiamo: 

  • Qabbani, N., Poesie, ed. Istituto per l’Oriente., 1976;
  • Qabbani, N., Il fiammifero è in mano mia e le vostre piccole nazioni sono di carta.Testo arabo a fronte, a cosa di Colombo V.. ed,. San Marco dei Giustiniani, collana Quaderni di poesia, 2011;
  • Qabbani, N. Le mie poesie più belle, traduzione dall’arabo a cura di Nabil Salameh e Silvia Moresi, 2016, Jouvence. 

Sul sito nizariat.com potete leggere i testi di Qabbani direttamente in lingua originale 

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