Le “mie poesie più belle”: la raccolta dei migliori versi di Nizār Qabbānī

Le “mie poesie più belle”: la raccolta dei migliori versi di Nizār Qabbānī

Il complesso lavoro di traduzione per presentare al pubblico italiano una delle più grandi figure della letteratura araba

Nel 2016, la pubblicazione del volume Le mie poesie più belle, edito da Jouvence, ha colmato una grave lacuna nel panorama della letteratura araba in traduzione. Finalmente, grazie all’incredibile lavoro a quattro mani, svolto da Nabīl Salameh e Silvia Moresi, è disponibile anche in italiano un’antologia con i trenta brani più importanti del poeta siriano Nizār Qabbānī, famosissimo nel mondo arabo, ma ancora troppo poco noto in Europa e in Italia. I curatori della raccolta non negano le difficoltà incontrate nel tradurre la ricchezza della lingua araba; come afferma la Moresi, nell’introduzione: “il linguaggio semplice e colloquiale di Nizār Qabbānī potrebbe far pensare ad un altrettanto facile lavoro di traduzione. In realtà, trasferire in italiano, senza cadere nella banalità, immagini semplici ma superbamente riprodotte in arabo, è stato forse il punto più faticoso di questo lavoro”. Tuttavia, come ricorda Salameh, è fondamentale fare arrivare in Europa, anche attraverso le poesie di Qabbānī, la “complessità” del mondo arabo, ricco di sfumature e contraddizioni. 

” Le mie poesie più belle”

La scelta delle poesie da inserire in una raccolta era già stata operata dallo stesso Nizār Qabbānī il quale, nel 1971, afferma di aver stabilito quali fossero le sue “poesie-chiave”:

Dopo trent’anni di esperienza poetica e dopo venti libri, questo vuole essere un ricordo del mio inizio, il mio passaporto e tutta la mia esistenza”


Nizār Qabbānī: una delle voci dell’emancipazione sessuale nel mondo arabo

Educato nella rigidità dei costumi, come voleva la tradizionalista borghesia siriana dell’epoca, Qabbānī si mostra fin dalla giovinezza particolarmente insofferente alla netta separazione tra sessi.  Il mondo femminile, oppresso, e quello maschile, oppressore, sembrano appartenere a due sfere che non sono in grado di comunicare tra loro, generando una costante tensione nei rapporti tra uomini e donne.  Sarà proprio il suicidio della sorella maggiore Wisāl, che si tolse la vita a soli venticinque anni, perché le venne impedito di sposare l’uomo che amava, a influenzare profondamente la produzione letteraria di Nizār Qabbānī, che d’ora in avanti sarà incentrata su temi come l’amore sensuale e l’emancipazione femminile.  La volontà dell’autore è quella di dare voce alle donne, elevandole da oggetto passivo a soggetto attivo della seduzione, sfidando i divieti religiosi e morali e facendo uscire l’erotismo dai confini dell’immaginazione; come afferma lo stesso Qabbānī:

“L’amore è prigioniero nel mondo arabo e io voglio liberarlo”. 

In Scegli اختاري, la forza della passione è paragonata ad una rivoluzione:

Io non credo nell’amore che non ha l’irruenza delle rivoluzioni, che non frantuma tutti i muri, che non si abbatte come un uragano…Oh, se il tuo amore mi inghiottisse, se mi sradicasse… come gli uragani. 

La rottura degli schemi e la denuncia di temi tabù nel mondo arabo

La poesia di Nizār Qabbānī segna una rottura degli schemi precedenti e inaugura una nuova stagione della poesia araba che, in generale, stava conoscendo in quel periodo una fase di “rinascita” (النهضة), anche grazie al contatto con le opere di autori occidentali. 

Accanto alla passione amorosa e la politica, il poeta siriano tocca per la prima volta temi assolutamente tabù, come l’aborto ( Incinta حبلى) e l’omosessualità (Poesia maligna القصيدة الشريرة )

Particolarmente forte è anche la denuncia verso la società, colpevole di reprimere la morale della donna, pur consentendone lo sfruttamento sessuale. Bellissima è la poesia La prostituta البغي che ben fa comprendere l’ipocrisia e il maschilismo latente, denunciati da Qabbānī:

Solo la donna viene giudicata quando si prostituisce, ma quanti criminali assolti con le mani sporche del suo sangue! Solo il letto li accomuna, la donna muore e all’uomo è concesso il perdono. 

I versi di Nizār Qabbānī ci insegnano il concetto di “amore arabo”

Nonostante il profondo scandalo provocato dai versi di Nizār Qabbānī, le sue meravigliose parole hanno fatto sognare almeno due generazioni di arabi e il suo “linguaggio dell’amore” è diventato popolare grazie alle canzoni di autori quali Faīruz e Kadhim al-Saher. Nabīl Salameh, musicista palestinese e curatore del libro, ci dice: “ Ricordo la mia emozione nel leggere le poesie erotiche di Nizār, ricordo il mio imbarazzo e il sentimento di colpa quando, a casa, venivo scoperto dai miei genitori o dalle mie sorelle, a leggere i suoi libri. Ma ricordo soprattutto il mio stupore nel vedere le mie sorelle e mia madre leggere quelle stesse poesie senza alcun imbarazzo, apprezzando e godendo della passionalità e della sensualità poetica che traspariva dalle parole di questo grande poeta”.

Non è pensabile avvicinarsi alla letteratura araba senza aver compreso la portata straordinaria dei componenti di questo poeta che è riuscito a spiegare con grande eleganza e profondità, ma allo stesso tempo ricorrendo a un linguaggio semplice, comprensibile dalle persone, il significato dell’ “amore arabo”, per riprendere il termine usato da Paola Caridi nella postfazione.

Pertanto, non posso che consigliarvi di leggere Le mie poesie più belle sia in italiano sia, se potete, in lingua originale. 

شكرا و الى اللقاء


Guarda il video di Kadhim al-Saher


Sul sito nizariat.com potete leggere i testi di Qabbani direttamente in lingua originale 


Scheda del libro

  • Titolo: Le mie poesie più belle
  • Autore: Nizār Qabbānī; traduzione dall’arabo a cura di: Nabīl Salameh e Silvia Moresi
  • Ed.italiana: Jouvence, 2016
  • Genere: poesia

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