Alla mia piccola Sama

Alla mia piccola Sama

La sua pelle aveva l’odore di Aleppo

Alla mia piccola Sama: lo straordinario documentario di Waed al-Kataeb è al cinema in Italia

Il 13 febbraio 2020 è uscito finalmente nelle sale italiane il film-documentario Alla mia piccola Sama, che ci mostra il conflitto siriano visto attraverso gli occhi di una donna eccezionale, Waed al-Kataeb.

Waed testimonia con la sua telecamera l’assedio di Aleppo

Nel 2011, agli albori della rivoluzione siriana, Waed, che all’epoca studiava economia all’Università di Aleppo, si “arma” di una telecamera ed esce per le strade della città con l’intento di documentare l’escalation di violenza, ad opera del regime di Bashar al -Assad. Aleppo, come poi accadrà ad altre zone della Siria (ad esempio Idlib) è stata presa d’assedio per quattro lunghissimi anni, dal 2012 al 2016, dalle forze del presidente Assad, alleate con la Russia di Putin. L’impiego di armi chimiche contro i civili, spesso usati come veri e propri “scudi umani”, non ha fatto che aumentare la proporzione dell’orrore. Dall’inizio della guerra, si stimano secondo i dati dell’UNHCR e dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, oltre 560.000 morti, 5,5 milioni di profughi e 6,6 milioni di sfollati interni. Secondo un rapporto di Amnesty International del 2017, ci sarebbero stati almeno dieci attacchi contro le aree residenziali di Aleppo, tra luglio e dicembre 2016. 

La città di Aleppo devastata dalla bombe. Foto tratta dal sito dell’ISPI

La difficile scelta di chi è rimasto in Siria

La scelta, difficile e non scontata di Waed, di rimanere per tutta la durata dell’assedio (i suoi sono fuggiti in Turchia) e di testimoniarne la brutalità, risponde alla sua volontà di portare l’emergenza siriana in prima pagina, non essendo possibile ignorarne la portata. 

Il documentario ci racconta la guerra e i momenti intimi della vita di Waed

Il documentario, pensato come una lunga lettera che Waed legge a sua figlia Sama, è incentrato sulle scene dei bombardamenti, ma le riprese contengono anche le tappe importanti della vita di Waed: l’innamoramento per l’amico d’infanzia Hamza, il matrimonio e la nascita della bimba. Alla piccola Sama, diventata un pò il simbolo di tutti i bambini siriani, la madre tenta di spiegare di essere rimasta ad Aleppo anche per lei, perché potesse essere un giorno essere fiera ed orgogliosa di appartenere a una terra libera.

Sama: un nome che indica la speranza

Il nome Sama (سماء) in arabo significa “cielo”; esso indica la speranza di vedere un giorno i cieli della Siria finalmente liberi dagli attacchi aerei, come chiarisce la stessa Waed nell’intervista (in inglese) che trovate qui sotto.

Vedi l’intervista a Waed al Kataeb

Le riprese portano davanti agli occhi del mondo la sofferenza del popolo siriano

In maniera quasi “maniacale”, in centinaia di ore di filmati (montati insieme a Edward Watts per comporre i 97 minuti del documentario), Waed cammina per Aleppo con la sua telecamera, continuando a riprendere, con grande freddezza, anche scene molto scioccanti. Apparentemente distaccata dal profondo dolore delle vittime, Waed vuole in realtà portare la loro sofferenza davanti agli occhi del mondo. 

L’incredibile lavoro dei medici negli ospedali di emergenza ad Aleppo

Il suo lavoro è fondamentale anche per testimoniare le condizioni in cui devono operare i medici, dopo che sono stati bombardati otto dei nove ospedali cittadini. Grazie a persone come Hamza, uno dei pochi dottori rimasti ad Aleppo, è stato allestito un ospedale di emergenza, in cui vediamo morire tante persone, ma in cui assistiamo, per fortuna, anche a qualche “miracolo”. Le scene sono molto crude (attenzione se siete persone particolarmente sensibili), ma questa è la guerra e non esiste modo di edulcorare una realtà in cui ogni giorno perdono la vita, o rimangono gravemente feriti centinaia di bambini e giovani innocenti. Ritengo sia importante guardarle, non per una sorta di voyeurismo macabro, ma perché dobbiamo avere ben presente quali siano conseguenze di un conflitto, specialmente sulla popolazione civile. 

La fragilità e la forza della vita

I punti più toccanti de l film, sono stati però, almeno a mio avviso, quelli che raccontano l’intimità dei personaggi. In particolare, mi sono commossa quando Waed, in procinto di lasciare definitivamente il paese, coglie una rosa dal giardino di casa, per poterla piantare – e vederla crescere – anche al di fuori dei confini della Siria. E’ proprio il racconto di questa tenerezza quotidiana ad essere l’aspetto più sconvolgente del documentario perché mette in luce, allo stesso tempo, la fragilità e la forza della vita. Waed si interroga spesso sulle proprie azioni e, ad un certo punto, si scusa con Sama, per averla fatta nascere in condizioni così difficili, ma in fondo né lei né Hamza sapevano quanto (e se) sarebbero sopravvissuti e hanno comunque scelto di mettere al mondo una nuova esistenza e di difenderla con tutto l’amore e il coraggio, di cui due genitori possono essere capaci. 

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La piccola Sama

Ho scelto di vederlo in lingua originale, nonostante l’ottimo doppiaggio di Jasmine Trinca

Prodotto da Channel 4 e distribuito in Gran Bretagna nel settembre del 2019, il documentario è stato candidato agli Oscar ed insignito di numerosi premi (il prestigioso BAFTA come miglior documentario e l’Oeil d’or a Cannes). Nella versione italiana è stato doppiato dall’attrice Jasmine Trinca; nonostante abbia letto delle recensioni molto positive sul doppiaggio, ho scelto di vedere il film in lingua originale e l’impatto emotivo è stato sicuramente molto intenso. 

L’Onlus Hayat e il sostegno ai profughi

Il 13 febbraio al cinema Galliera di Bologna, alla prima, erano presenti anche due operatrici dell’associazione Hayat, con sede a Gaziantep, che se si occupa di fornire sostegno psicologico ai profughi, in particolare creando dei percorsi di consapevolezza rivolti alle donne e ai minori. Il sito è attualmente in manutenzione, per cui visitate la loro pagina Facebook.

E’ importante vedere questo documentario, girato per Sama e per tutti i bambini siriani

Vi consiglio assolutamente di vedere “Alla mia piccola Sama” e di ignorare le critiche, circolanti sul web, secondo le quali Waed e Hamza sarebbero due terroristi. Si tratta di una fake news, per cui non prestatele attenzione. Questo documentario è una testimonianza veritiera, dunque guardatelo! Per Sama e per tutti i piccoli siriani come lei. 

Nei panni di Waed

Francamente, se fossi una giovane madre, non ho idea di come mi comporterei. Non so se il mio istinto, egoisticamente, mi direbbe di mettere in salvo mia figlia, oppure se prenderei la stessa decisione di Waed. Non posso sapere cosa si prova in situazioni di questo genere, non posso nemmeno lontanamente immaginarlo. 

La mattanza dei bambini siriani

Purtroppo, non tutti i bambini sono stati fortunati come Sama. Vi lascio il link all’articolo sulla struggente storia di Imane, morta tra le braccia del padre. (Siria, la mattanza di bambini e le complicità internazionali. Chi sono i carnefici

شكرا و الى اللقاء


Scheda del film 

Titolo originale: For Sama

Lingua originale: arabo, sottotitoli: italiano

Paese e anno di produzione: Gran Bretagna, 2019 

Genere e durata: documentario, 97 min.

Regia: Waed al-Kataeb, Edward Watts

Interpreti principali: Waed al-Kataeb,Hamza al-Kataeb Sama al-Kataeb

Clicca qui per vedere il trailer in italiano

Clicca qui per vedere il trailer in lingua originale

Alla mia piccola Sama, docufilm su rivoluzione siriana regia di Waad al Kateab ed Edward Watts © ANSA
La locandina del film in italiano

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